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Il valore delle etichette indipendenti nel mercato globale: l’evento PMI e IMPALA a Milano

By giugno 15, 2017 No Comments

Oggi a Milano si è svolto l’evento organizzato da PMI – Produttori Musicali Indipendenti – con IMPALA – Independent Music Company Association – dal titolo “La discografia indipendente tra diritti, innovazione e rivoluzione digitale” sulla etichette indipendenti e la loro importanza all’interno del mercato discografico.

Prima di entrare nel merito dell’evento di oggi, approfondiamo la conoscenza dell’Associazione dei Produttori Musicali Indipendenti: nata nel 2005, associa oltre 130 tra le più importanti imprese italiane, con una quota di mercato del 18% del prodotto fisico e del 30% del digitale. Fa parte di “Confindustria Cultura Italia”, è firmataria dei CCNL e rappresenta la discografia indipendente italiana nel direttivo di IMPALA, con cui collabora attivamente per dare forza e supporto alle aziende indipendenti e colmare il divario tra le major e le indipendenti.

Il fulcro principale del programma odierno è stato la presentazione dei dati contenuti nel rapporto WIN Worldwide Independent Network –, uno studio realizzato in collaborazione con il Dott. Chris Bilton, Direttore del Centre for Cultural Policy Studies dell’università di Warwick, e con il celebre analista dell’industria musicale Mark Mulligan, fondatore della compagnia MIDiA Research. Il rapporto ha misurato la reale portata della musica indipendente nel mondo, dimostrando, tra le altre cose, come in Italia le etichette indipendenti rappresentino il 26% della discografia generale, dato che è sempre stato riportato con percentuali più basse, a causa di una diversità nel conteggio delle quote di mercato tra major e indipendenti.

Questo perché le etichette indipendenti non dispongono delle infrastrutture internazionali necessarie a competere a livello globale, per cui il 52% si rivolge a grandi case discografiche o ai loro distributori. La relativa quota di mercato viene riconosciuta quindi a questi ultimi, ma, al contrario, se si tiene conto della titolarità dei prodotti in commercio le quote di mercato delle etichette discografiche indipendenti nel mondo si attestano al 37,6%.

Con Marcus O’ Dair si è parlato anche di bitcoin, blockchain e start up: si tratta di una tecnologia nuova, ci sono producer e diversi protagonisti della scena che ci stanno  lavorando con approcci diversi, dando il loro apporto e cambiando il panorama a modo loro. La difficoltà maggiore per gli artisti/manager è riuscire a capire quali pagamenti sono processati in maniera efficiente e a volte capita che alcune royalties rimangano dentro “scatole nere”. Alcuni dettagli dei patti legati allo streaming sono “nascosti”: i Blockchain potrebbero aiutare l’aumento di trasparenza.

Altro argomento affrontato durante l’incontro grazie all’intervento di Matthieu Philibert è stato quello della direttiva UE sul copyright: il value gap esistente tra Spotify e YouTube, gli incassi e il valore sul digitale: c’è bisogno di chiarire le responsabilità che ha anche YouTube per quel che riguarda i diritti dei contenuti caricati non solo dagli artisti ma anche dagli utenti.

«La giornata odierna – dichiara Mario Limongelli, Presidente PMI – ha una grande importanza perché sentiamo la necessità di rendere noto il valore dell’industria musicale indipendente italiana e  del resto del mondo. Gli altri argomenti oggi trattati testimoniano come l’evoluzione tecnologica in corso, la moltiplicazione dei canali digitali, l’entrata in scena di nuovi utenti e di potenziali distributori, quali le grandi compagnie di telecomunicazioni, abbiano modificato radicalmente lo sfruttamento della musica a livello globale. Si tratta comunque di grandi opportunità da cogliere come nuove occasioni di mercato per il rilancio dell’imprenditoria musicale italiana, nel rispetto delle regole e proteggendo il copyright, ovvero la proprietà intellettuale delle opere musicali».

Chiara Colasanti

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