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Music

Comunicare la musica, dall’album al concerto: le opinioni degli esperti

By settembre 8, 2017 No Comments

Comunicare la musica: cosa vuol dire oggi?
Questa la domanda dalla quale si è partiti alla lezione aperta di introduzione al Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica, ieri pomeriggio, insieme a Gianni Sibilla (direttore del Master), Riccardo Vitanza (Founder & CEO Parole & Dintorni), Veronica Corno (Responsabile comunicazione F&P Group), Giampiero Di Carlo (Editore e CEO Rockol.it) e Andrea Rosi (Presidente di Sony Music Italia).

“Comunicare la musica è comunicare tutto ciò che è legato alla vita artistica del musicista”, spiega Riccardo Vitanza, che continua “Non si lavora a compartimenti stagni, ma l’ufficio stampa è in costante rapporto con chi si occupa della promozione radio/TV e con chi si occupa dei canali social dell’artista”.
Andrea Rosi affronta il delicato argomento della crisi che ha dovuto affrontare il settore musicale tra il 2004 e il 2014, quando si è perso il 70% degli addetti; adesso un’azienda come la Sony è tornata ad assumere personale, con profili particolari e formati a dovere in corsi come il Master in Comunicazione Musicale. “La musica è un lavoro, un lavoro con dei livelli di complessità, sacrificio e voglia di apprendere cose nuove molto alti. Nella musica c’è sempre una componente emotiva molto talebana che nasconde la complessità del lavoro della musica che c’è dietro. Il mio è un messaggio di speranza di un settore che sta crescendo con grande difficoltà soprattutto in Italia per colpa di problematiche strutturali (sto pensando alla presenza a singhiozzo della banda larga) e culturali (parliamo di un’abitudine particolare e un po’ deviata per quanto riguarda la fruizione della musica) fortissime. Lo scorso anno c’è stato un +10% di crescita: vi invito a prendere questa cosa molto sul serio, vale la pena e alla fine entrare a contatto con i vostri riferimenti artistici può essere elettrizzante”.
Gianni Sibilla parla della complessità del lavoro dietro le quinte: “viene richiesta una lucidità che da “davanti” magari non si percepisce. Le diverse figure richieste, le diverse competenze richieste hanno aumentato il livello di complessità dei lavori della scena musicale. La musica è un lavoro: chi lavora in questo settore si ritrova a sentire spesso che quello che fa per lavoro è “divertente”, ma c’è decisamente molto di più dietro“.
Veronica Corno ha iniziato il suo percorso proprio al Master, per poi lavorare da Parole & Dintorni e arrivare poi a F&P: “Tutta la scuola che ho fatto da Riccardo mi è servita infinitamente dal punto di vista strategico. Ho imparato che la cosa principale è creare una squadra: il live comunicato da solo non ha senso, quello che serve è che tutto sia in perfetta sincronia.
Giampiero Di Carlo si vede “seduto all’incrocio tra l’industria musicale e la tecnologia: la tecnologia ha cambiato la musica, l’industria e l’editoria. Noi siamo quelli che stanno prima, durante e dopo un concerto, un evento, un disco: teniamo le redini dello storytelling. Siamo sempre stati dei pure player, soltanto digitali; nel confrontarci con altri media anche verticali della musica, questo è un vantaggio non da pochi. A questo tavolo vedo la rappresentanza dell’ecosistema dell’industria musicale basata sulla figura dell’artista, con un ego da tenere a bada ma con la capacità di far sognare. Rockol racconta e intrattiene dando divertimento e sollazzo, in due modi: dà delle notizie e racconta delle storie; le notizie sono il nostro DNA“.
Tutto quello che si crea nell’industria musicale viene ideato in funzione di un pubblico che fruirà del disco, del concerto, della notizia o storia che sia: la relazione che si instaura tra l’artista e il proprio fan è alla base di Volumeet, che vuole facilitare la gestione di questo rapporto, alla base di qualsiasi carriera artistica che si possa concepire.
In un mondo che va sempre più veloce c’è bisogno di rimanere al passo con i tempi, se non addirittura provare ad anticiparli, per riuscire a trasformare il proprio talento in un successo duraturo, sostenibile e, soprattutto, sostenuto.
Chiara Colasanti

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